Lo scorso 23 settembre, per la prima volta nella storia, due atleti TriSinnai hanno gareggiato e portato a termine la più dura e prestigiosa tra le gare di triathon, l’Ironman di Cervia in Emilia Romagna. Con grandissimo piacere e dopo una lunga attesa dovuta a reciproci impegni, pubblichiamo ora la loro intervista.

Ciao Marco e ciao Luca, come mai vi é venuto in mente di fare questa follia dell’Ironman?

Marco: Partendo dal presupposto che, chiunque si avvicina ad uno sport, la prima cosa che fa è quella di andare a guardare quale sia la competizione più importante per quello sport, questo è quello che ho fatto anche io, e credo che sia quello che fanno tutti. La prima volta che senti parlare di Ironman rimani a bocca aperta. Quando senti che un uomo o una donna riesce a percorrere quelle distanze tutte in una volta, una di seguito all’altra, all’inizio pensi che sia impossibile. Poi inizi a fare uno sprint, poi passi ad un olimpico, poi passi ad un mezzo e allora dici :”Forse si potrebbe fare”. Ma non ci credi comunque. L’idea è venuta per il fatto che io e Luca abbiamo dieci anni di differenza, io ho compiuto 40 anni il 16 ottobre e Luca ha compiuto 30 anni nei mesi scorsi. Lo scorso dicembre abbiamo detto che avremmo fatto l’Ironman per il nostro compleanno, e ridendo e scherzando abbiamo detto che l’avremmo fatto, ma non sapevamo né quando né dove. Il caso ha voluto che sia uscita la notizia che sarebbe stato organizzato il primo Ironman in Italia, a Cervia, e quindi questo ci toglieva la scusa di spostarci fuori dall’Italia e organizzare il viaggio. A questo punto la cosa è diventata un po’ più reale. Restava un fattore di non poca importanza, tutta la preparazione atletica necessaria, e anche il fattore economica. La spesa non è poca, perchè solo il pass costa circa 600 euro, con la trasferta, il trasporto della roba, della bici, etc. L’idea all’inizio è venuta quindi per gioco, anche per mettere un punto di arrivo all’esperienza, nel senso “facciamo un Ironman” e poi vediamo. Per gioco e per scommessa abbiamo detto “Vediamo se riusciamo a farci questo regalo”.

LucaL’idea c’era, di farlo mi sentivo pronto, ma Marco Pala con i miei amici per il mio trentesimo compleanno mi hanno regalato il pettorale per l’Ironman Emilia Romagna.

Quindi avete deciso per il compleanno di Luca?

MarcoEsatto. La vera e propria decisione è stata una specie di scherzo, un regalo che abbiamo fatto a Luca. Lui compiva gli anni a marzo, ha fatto una festa di compleanno e sono riuscito a convincere tutti gli amici a quotarci per regalargli il pass dell’Ironman. All’inizio era infatti più una idea del tipo “proviamo a farlo, proviamo ad allenarci” ma non c’era di concreto nulla, ma poi da quel momento è stato sigillato l’impegno. Ormai avevamo comprato il pass e glielo avevamo regalato. Anche io di conseguenza mi sono accodato comprando il pass ed eravamo pronti per l’Ironman. O meglio, pronti per modo di dire perchè avevamo soltanto l’iscrizione ed eravamo a marzo, e prima di allora anche gli allenamenti non erano stati programmati per la data precisa, che ancora non sapevamo.

Raccontateci a questo punto degli allenamenti… quali avete fatto per prepararvi a questa gara?

MarcoNon abbiamo contattato nessun allenatore di triathlon. Abbiamo la fortuna di far parte del gruppo Master delle piscine di Acquamania di Guamaggiore e Isili, dove ci alleniamo per le gare master di nuoto. Avevamo quindi tre allenamenti settimanali mirati però alle gare, e abbiamo chiesto e ottenuto, in parte anche allenandoci per conto nostro, di fare allenamenti per i lunghi, e non per le gare classiche di nuoto. Grazie anche all’Acquamania siamo riusciti ad allenare bene il nuoto, che era comunque quello che ci preoccupa di meno venendo da quattro anni di allenamenti in questo sport. Per quanto riguarda la bici abbiamo scaricato da internet alcune schede di allenamento che non miravano ad un risultato cronometrico specifico ma semplicemente ad arrivare a completare tranquillamente tutti i 180 km della frazione di bici per avere ancora fiato per fare i 42 km di corsa. Per quanto riguarda la corsa, ci siamo uniti ad un gruppo di corsa di Guasila, con l’allenatore Fabrizio Serafini, grande atleta di mezzofondo e atletica in pista, che ci ha dato consigli e schede di allenamento mirate alla maratona. Abbiamo provato ad allenarci per la maratona ma purtroppo le date presenti in Sardegna non ci hanno permesso di fare realmente una vera e propria gara. Ci siamo quindi presentati all’Ironman senza avere mai fatto prima una maratona. La massima distanza che avevamo fatto è stato un trail di 33 km. Tutto il resto è stato un po’ come viene… siamo due lavoratori, io ho una attività in proprio in quanto faccio il consulente per cui mi alzo la mattina e trovo 20 email e 30 messaggi, vado a lavoro e finisco all’una, mangio, torno a lavoro e finisco alle otto. Di conseguenza gli allenamenti per forza di cose erano organizzati o la mattina molto presto (e purtroppo questa estate non ci ha lasciato tregua perché ha fatto un caldo pazzesco) e la sera al tramonto e a volte anche di notte. I lunghi il sabato e la domenica con la bicicletta. Ci siamo allenati quasi sempre in coppia, visto che anche lui aveva i miei stessi problemi di lavoro. Anzi mi ricordo che Luca si alzava un periodo prima di andare a lavoro e faceva un’oretta di rulli per fare girare le gambe, e anche io mi sono dovuto alzare alle sei e mezza-sette per fare un’oretta di corsa, con il telefono che squillava e i clienti che già mi contattavano. La gestione degli allenamenti è stata quindi un po’ fai da te, cercando di carpire consigli e suggerimenti da tutti, dagli amici del TriSinnai, dagli amici della corsa, del nuoto e della bici. Non abbiamo certo programmato un allenamento per vincere o dare il massimo, l’obiettivo era fare l’Ironman e arrivare alla fine.

LucaPer la gara mi sono allenato molto e duramente: due volte a settimana in piscina, due uscite in bici e due allenamenti in corsa più qualche combinato e molte gare di mezzo tra un allenamento e l’altro.

Giustamente essendo il primo Ironman l’obiettivo principale era quello di riuscire a chiuderla…

Marco: Si, sicuro, per quanto mi riguarda pensavo soltanto a finirla, ad arrivare fino in fondo. Sinceramente fino ad un mese e mezzo prima della gara pensavo che non sarei riuscito mai a finirla, ma sognavo di passare sotto quell’arco e sentire “You are an Ironman!”. Può essere una cosa un po’ infantile o un po’ strana per chi non conosce questo sport, però è quello che uno sogna quando uno fa uno sport e desidera partecipare ad una manifestazione importante. Da questo punto di vista l’Ironman è una macchina organizzativa impressionante, incredibile. Poi alla fine per forza ti fai due calcoli sul tempo che dovresti metterci in base agli allenamenti; io speravo e tutto mi diceva, dalle tempistiche che avevo negli allenamenti, che avrei potuto finirla tra le 12 e le 13 ore e mezza. Purtroppo a causa del malore durante la corsa, visto che sono stato male di stomaco, ho dovuto rallentare tantissimo in quella frazione e non sono riuscito a rispettare quella tabella. Ma ripeto, questo non era il problema, l’incognita era quella di sommare tutti i tempi delle diverse frazioni e capire se il fisico avrebbe retto o se sarei potuto andare meglio o peggio, anche perché un allenamento così non lo puoi nemmeno mai provare, visto che devi per forza dividere i vari allenamenti per riuscire ad arrivarci vicino.

LucaL’obbiettivo era chiuderla ma senza mai fare un passo, nel senso senza camminare o mollare il ritmo della gara. E ci sono riuscito alla grande.

Quando siete arrivati a Cervia che impressioni avete avuto? Anche se sicuramente l’organizzazione non sarà stata all’altezza della perfezione nella ricerca del dettaglio delle gare organizzate dal Trisinnai, che cosa vi ha colpito di più?

Marco: Sicuramente appena arrivati abbiamo capito che non c’era paragone con le organizzazioni della nostra Società. Proprio zero, non c’era paragone. Mancava il Presidente, mancava Rudy che corre da una parte all’altra, tutti gli atleti TriSinnai che sorridono… Tutto questo mancava e infatti stavamo per rinunciare perchè non ne valeva la pena! Ovviamente scherzo… L’impressione è stata quella di una organizzazione mostruosa, con i camion giganti dell’Ironman e tutto il campo gara montato da quattro giorni prima. Impressionante anche la quantità di gente che ruota intorno a questi eventi e la passione che si respira, la voglia di divertirsi. Nessun muso lungo e nessuna divisione tra atleti pro e atleti age group, massima condivisione di tutti gli spazi, stesso trattamento e questo ti rende più partecipe. La cosa che personalmente mi ha colpito di più di più è la macchina organizzativa e il fatto che ti fanno sentire un atleta uguale a quelli che poi gareggerano per fare i tempi migliori. E’ tutto organizzato in maniera che non ti annoi, non ti senti mai abbandonato. E’ tutto ben spiegato e organizzato, hai mille impegni e non pensi più alla gara se non in senso positivo e spariscono tutte le preoccupazioni. Bella la gente, bello il pubblico, tutti i volontari. Emozionante. Altre cose che ti lasciano a bocca aperta sono le persone obiettivamente sarebbero le ultime a fare un Ironman… chi è sovrappeso ma lo fa per una causa, un ragazzo che ha portato il fratello paraplegico nelle tre frazioni. La gente che sta male ma non molla, la gente che vede che stai male e ti da una pacca per farti coraggio. E poi tanti sardi, sia nel pubblico sia in gara, e ovviamente ci riconoscevamo dalle scritte e dalle bandiere. Tutto bellissimo.

LucaAppena arrivati a Cervia per sbaglio siamo arrivati davanti alla zona cambio e sembrava piccolina!! 1000 m 😂😂😂 poi il capannone costruito in spiaggia con panche e tavoli per i pranzi e cene per gli atleti e accompagnatori . Un palco dentro per presentazioni briefing e premiazioni con video di gare dietro che ti gasano ancora di più !!!

Siamo curiosi… che cosa c’era nel pacco gara?

Marco: Devo dire che dal pacco gara mi aspettavo qualcosa di più, avendo pagato 600 euro di iscrizione. Uno zainetto… e quindi non sto scherzando, quello che il TriSinnai ci ha fornito, ma anche quello nero, forse di Chia, erano molto più belli e grandi di questo. Ovviamente paghi il marchio e paghi il fatto che avesse la scritta Ironman; avevamo poi all’interno qualche pubblicità e buono sconto, una fascia, una borraccia.. niente di particolare alla fine. Il pezzo più importante alla fine era lo zaino, e insomma potevano sforzarsi di più.

LucaNel pacco gara abbiamo trovato borsa, borraccia, istruzioni e sconti vari.

Raccontateci la vostra gara

Marco: Da dove partiamo? Dal nuoto ovviamente! No scherzo… Noi siamo partiti dalla Sardegna in macchina, e non so se tutti lo sanno ma una valigia porta-bici costa oltre 200 euro e spedire la bici costa, e non mi fido nemmeno… devi avere un involucro molto resistente, smontarla, ecc. Abbiamo quindi deciso di partire con due macchine, caricando le bici nella mia macchina e le valigie nella macchina di Luca. Siamo partiti con mia moglie e la fidanzata di Luca. Siamo arrivati a Cervia tre giorni prima, abbiamo rispettato tutti gli adempimenti pre-gara, il meeting con gli atleti dove ci hanno spiegato il percorso. La zona bici era incredibile, lunga dall’uscita dell’acqua all’inizio del percorso bici quasi un chilometro e mezzo. Abbiamo simulato mentalmente quello che sarebbe stato il percorso e siamo rimasti un po’ straniti… anche perché uno pensa “zona cambio velocissima, tre minuti e sono fuori” e invece tre minuti col cacchio, in tre minuti non facevi in tempo nemmeno ad arrivare alla bici! Il giorno della gara sveglia alle quattro del mattino, perché dalle sei alle sette e mezza si poteva dare l’ultima controllata alla bici e mettere le borracce. Colazione in albergo, per fortuna di fronte al campo gara, bella abbondante per cercare di arrivare preparati. Siamo scesi giù e abbiamo messo tutto nella bici, sistemato le barrette, controllato la pressione delle gomme…tutto questo al buio, perché l’alba non era ancora arrivata, e infatti consiglio a chi volesse fare l’Ironman di portarsi una pila. La prima mezz’ora non si vedeva niente, anche il campo gara era illuminato ma c’erano tutte le ombre della gente che passava. Partenza nuoto… una modalità che non avevamo mai provato prima ma che è usanza dell’Ironman, quella di partire in gabbie, come le maratone, in base al tempo. Ovviamente sta all’onestà di ogni atleta scegliere la sua gabbia. Nonostante Luca sia più veloce di me nel nuoto abbiamo scelto la stessa gabbia, quella tra un’ora e un’ora e dieci di nuoto, per i 3800 m che ci aspettavano. Il mare per fortuna era per lo più piatto, le correnti si sentivano in acqua ma niente di che. Stranamente siamo partiti tranquilli, avendo affianco alcuni amici sardi come Alessandro Taddeo, Fabio Sarais e altri. Cancelletti… si parte a cinque per volta con il chip che segna il tempo personale di ciascuno, quindi non c’è la ressa che c’è solitamente con la partenza tutti in gruppo. Sono partiti prima i pro, le donne, quelli che erano sotto l’ora e poi siamo partiti noi. Per fortuna la frazione nuoto non è mai stata un grosso problema per noi e l’abbiamo vissuta abbastanza bene… i soliti pugni e calci che becchi nelle boe, qualcuno che taglia la strada e ti fa perdere un po’ di tempo. Ottima la posizione delle boe, perchè ogni 200 m c’erano delle boe gialle belle grandi che si vedevano benissimo, e quindi sono riuscito per la prima volta a fare soltanto 80 m in più rispetto a quelli previsti… 3880 m. Uscita all’australiana con il primo impatto con il pubblico… bellissimo, con le urla, incoraggiamenti e ovviamente poi di nuovo in acqua anche se l’acqua era bassissima e dovevi correre per almeno 50-100 m prima di arrivare all’acqua alta. Usciti dalla frazione di nuoto, Luca ha chiuso in un’ora e io ho chiuso in un’ora e sette minuti, con un’ora e nove minuti al rilevamento, perchè la zona bici era lontanissima. Quindi quasi un minuto e mezzo per arrivare sotto il tendone dove ti dovevi spogliare, prendevi il tuo casco e l’attrezzatura per la bici da una busta e si sale in bici. 180 km divisi in due giri, per fortuna è andato tutto bene, a parte un po’ di vento contrario negli ultimi 45 km.

Mi sono dovuto fermare due volte a fare pipì, perchè in sei ore e oltre di gara capita anche quello! Un’unica salita da ripetere due volte, un bello strappo dove l’ultimo giro qualcuno è dovuto scendere dalla bici perché era veramente ripida. Tutto sommato comunque la fase di bici è andata, per quanto lunga. Sinceramente mi sono anche stupito che dopo 185 km (visto che ce n’erano 5 in più del previsto visto che il percorso era pianeggiante) che all’uscita della bici stavo relativamente bene, e forse il fatto di aver sottovalutato la fatica della bici mi ha fregato dal punto di vista alimentare, perchè dal 120° km non ho più mangiato nulla perché non avevo fame in quel momento. E purtroppo quell’oretta e mezza che non ho mangiato più nulla mi ha bloccato lo stomaco, e me ne sono accorto purtroppo subito all’ottavo km della gara di corsa. Ho provato a prendere un carbogel e a mangiare un pezzo di banana da un ristoro e purtroppo ho iniziato ad avere mal di stomaco e rimettere. Mi sono accorto che se correvo per più di un km mi tornava il mal di pancia, e quindi dovevo correre per più o meno un km e camminare almeno per due o tre minuti. Circa 500 m camminando cercando di bere e mangiare qualcosa perché se lo facevo mentre correvo stavo male. Purtroppo la mia fase di corsa è stata lunghissima… avevo preventivato 4-4.5 ore e invece sono state cinque ore e cinquanta o sei, adesso non ricordo bene. Le prospettive erano quindi che dovevo soffrire ancora molto per arrivare alla fine. Erano quattro giri da 10.5 km circa, per cui più o meno ogni ora e quindici passavo vicino alla finish line, anche se la vedevo solo da lontano. Per fortuna dopo fatto buio, erano passate ormai quattordici ore e mezza, sono riuscito ad arrivare all’arrivo. I momenti più difficili sono stati quando mi sono reso conto di stare male, la paura era di avere un blocco totale, o crampi.. non riuscivo a mangiare o bere, e la paura era quella di dovermi ritirare, di non riuscire proprio a camminare. Quando ho capito che alternando la corsa al camminare riuscivo ad andare avanti mi sono tranquillizzato, e forse il momento più bello è stato quando ormai mancava l’ultimo giro, gli ultimi 5 km, ho capito che ormai ero arrivato. E infatti a quel punto ho aumentato un po’ il passo perché ormai mi dicevo che anche se fossi stato male ero ormai arrivato. Ovviamente il momento più bello è stato quei duecento metri in mezzo alla gente, con la musica a palla, il commentatore che dice il tuo nome, e tutti gli amici e non che ti battono il cinque all’arrivo. E poi l’urlo liberatorio quando tagli il traguardo non ha prezzo! E poi rivedere tutti alla fine, parlarne… stranamente pensavo di crollare, e invece abbiamo continuato a parlare, a camminare, con la coperta termica ovviamente perché ormai era già buio… insomma, tutto bellissimo!

LucaSveglia, colazione con Marco e poi rientrati in camera doccia poi vestizione !!!😂😂😂 (come tutte le gare importanti ) la cosa più importante è la colazione con Marco per lamentarsi dello stato di forma e degli allenamenti poco produttivi 😂😂😂 (abbiamo sempre fatto tutte le gare insieme).
Arrivati in zona cambio mi sono riempito borracce e preparato barrette energetiche nella borsetta bici . Cercato Marco Pala che non è sempre in ritardo per indossare la muta !!! Foto rituale fatta da Claudia e Erika (Claudia moglie di Marco, Erika la mia ragazza )
Arrivati in spiaggia il primo dubbio !!! Quale gabbia scegliere per il tempo Nuoto?
Siamo capitati nella gabbia 1 ora – 1:10 che abbiamo rispettato alla grande .
Dopo vari giri nella gabbia abbiamo fatto una chiacchierata con Alessandro Taddeo (Triathlonpoint) chiedendo un consiglio (ero abbastanza agitato )
La sua risposta è stata fai la tua gara non inseguire nessuno !!! Fai la tua gara!!!non esagerare !!!Da quel momento mi sono tranquillizzato e nella testa è entrata la fase concentrazione gara 😂😂😂
In fila per partire e VIA!!!
Dopo i primi metri di corsa perché l’acqua era molto bassa inizio a nuotare e mi sentivo benissimo !!! Uscita primo giro 33 minuti e nel mentre che correvo facevo i conti nella mia testa per capire come stavo andando .
Inizio secondo giro abbastanza tranquillo e chiusura frazione Nuoto 1 ora (contentissimo del tempo frazione Nuoto ) sollevò la testa e una corsetta di 500 m per prendere la mia sacca !!
Togliere la muta, metterla dentro, prendere gel e barrette in più che non si sa mai !!! Fare altri 500m per andare a prendere la bici !!! Casco, togli la bici dalla rastrelliera, corsetta e si salta su !!
La prima cosa che controllo è l’orologio che è ancora al mio polso !!! (L’anno scorso ne ho perso uno in gara !!! Grazie Marco Pala per avermene regalato uno nuovo).
Dopo i primi km esco da Cervia e le gambe andavano ma pensavo di contenere per la fine . Frazione bici quasi tutta pianura, solo uno strappo al 43-45 km non ricordo bene dove riuscivo a prendere molte posizioni !!! Nella frazione bici nel primo giro stavo andando forte per le mie aspettative!!! e nei primi 90 km ero tranquillo e fisicamente stavo bene !!!
Inizio secondo giro cercando di capire se incrociavo qualcuno che conoscevo, sono passati 150 km e si è iniziato a sentire il vento !!!! Rallento un po’ il passo ma cerco di contenermi perché dopo viene il bello !!!
Riesco a concludere la frazione bici sempre concentrato e sotto la media prevista !!!
Scendo dalla bici, corsetta per mettere la bici in rastrelliera, poi mi metto in fila per il bagno !!! Quando scappa scappa !!!
Esco dal bagno prendo la sacca mi siedo nella panca metto calze scarpe visiera occhiali e in piedi di fretta con un paio di gel in tasca per la corsa ! Dopo 8 minuti esco dalla zona cambio e mi salutano Claudia con Erika 👋🏻🏃 mi giro in corsa 🏃 saluto e da lì non sono più riuscito a vedere nessuno per la frazione corsa !!!
Tutta la frazione corsa era abbastanza piana !!!

Primi km e subito un braccialetto (4 in totale uno per ogni giro)
Mi sentivo bene e stavo tenendo un buon passo 5:5 medio .
Nella testa pensavo solo a far girare le gambe e vedere a che giro erano quelli che sorpassavo 😂😂😂 Primo giro chiuso molto tranquillamente !!! Inizio secondo giro: vocina nella testa che dice sotto le 4 ore la maratona è fattibile se continuò così, preso il secondo braccialetto tra ristori e sorpassi vari inizio terzo giro sempre con un buon passo testa concentratissima la gara continua alla ricerca di Marco !!! Arrivato al 29 km affaticato mi sono reso conto che dovevo rallentare !!! Ma vedevo Marco Pala in lontananza … 30km raggiunto Marco Pala salutato e incitato a non mollare proseguo la gara !!!
Ultimo giro : emozionato e facendo un conto veloce su come potevo finire la gara continuo a correre prendo l’ultimo braccialetto (giallo) e con il cuore in gola faccio tutto l’ultimo giro con l’adrenalina che non faceva più sentire la fatica e la certezza che stava per finire la gara !!! Ultimi km sempre più agitato e con il sorriso stampato guardò l’orologio e contento del tempo che vedevo faccio l’ultimo sprint finale e passo la linea del traguardo !!! Medaglia al collo ! Foto ricordo e subito a vedere se avevo una birra per me !!! Dopo tre birre un piatto di pasta tre pizzette altre due birre e due pizzette sono tornato al mondo !!! Prendo una birra
Cerco Claudia e Erika che mi stavano cercando pensando che stavo male … invece mi stavo solo riempendo un po’ lo stomaco dopo complimenti vari per la gara !!! Rimane solo di incitare Marco a non mollare ( cosa che non avrebbe mai fatto conoscendolo) mi siedo un po’ a pensare tutto quello che era successo e non mi sembrava vero che ero riuscito a chiudere la gara.
Sopra ogni aspettativa in tutte le frazioni . Nel frattempo arriva Marco !!! Faccio il giro e prendo due birre per festeggiare con lui !!! Dopo i complimenti fatti e mangiato qualcosa andiamo a ritirare la bici e subito a letto !!! Scallausu!!!
Ringrazio tutti i miei amici per il regalo sopratutto Marco compagno di tutte le gare !! Erika che mi accompagna e mi supporta e sopporta in tutto !!!
Claudia che mi fa belle foto !!!
Il TriSinnai che ci ha accolto da subito come degli amici !!!
Acquamania che mi fa allenare in piscina come e quando voglio !!!  Ringrazio tutti i miei amici e compagni di allenamento che mi hanno aiutato e fatto compagnia negli allenamenti.
E il mio amico e allenatore Fabrizio Serafini per quanto riguarda la corsa.
Un esperienza unica !!! La gara ripaga tutto il tempo e gli allenamenti fatti che fino al giorno non sei sicuro che non sia solo tempo perso !!!

Volete ripetere questa esperienza anche in futuro oppure metterete la testa a posto?

Marco: La prima cosa che ho detto una volta finita la gara, dopo avere abbracciato e salutato Luca, è stata… “Beh, la prossima quando la facciamo?”. Anche perché sinceramente mi è rimasto il magone perché sono stato male. Non è facile riorganizzare tutto, però sicuramente prima o poi (chissà, forse per i primi 50 anni) la voglio rifare, e questa volta un po’ meno da avventurieri, seguendo un allenamento specifico, anche se alla fine la bellezza della prima volta non si scorda mai. Vedremo un po’. Penso che chi fa triathlon la testa a posto è quasi impossibile che la metta! Perché chi fa questo sport o almeno ci prova un pizzico di pazzia la deve avere, altrimenti stai nel divano e guardi le partite di calcio o di tennis. Secondo me lo rifaremo e sono sicuro che lo rifaranno tanti altri nostri compagni del TriSinnai… anche perché…dai ragazzi, se ce l’ho fatta io ce la potete fare tutti voi! Io sono una chiappa in tutto… ci vuole solo voglia, volontà e un pizzico di pazzia che non guasta!

LucaSicuramente una gara da ripetere ma non si sa quando. Magari l’anno prossimo con molti compagni del TriSinnai.

Marco: Ci tengo ovviamente a ringraziare chi ha reso possibile tutto questo… senza l’aiuto di mia moglie, dei miei amici, del TriSinnai, della corsa e del nuoto, non sarebbe stato possibile, perché grazie a loro riesci a trovare anche gli stimoli e gli spunti per fare quello che ti prefiggi.  C’è una domanda che non hai previsto nell’intervista ed è questa. “Ma alla fine… che cosa è per te l’Ironman? Per che cosa fai triathlon?” Secondo me il triathlon è un po’ la simulazione della vita, devi soffrire per arrivare fino alla fine … e non in un unico modo ma in tanti modi, e in queste gare ce ne sono tre diversi di modi per soffrire… ed è un po’ quello che succede tutti i giorni.. non è che uno si sveglia ed è tutto facile… bisogna sempre sforzarsi per arrivare alla fine. E questa è la metafora che vedo io quando faccio un Ironman. Mi piace pensare che se si riesce a fare queste cose si può riuscire poi a fare tutto anche nella vita…e non per fare il poeta ma questo è più o meno quello che penso quando faccio una gara o quando ho deciso di fare l’Ironman. Per chiudere con una citazione che mi piace molto…

Le sfide sono ciò che rendono la vita interessante… superarle è ciò che le dà significato

Joshua J. Marine